Piranesi Prix de Rome 2018

Politecnico di Milano
Scuola AUIC – Dipartimento ABC

Università di Parma
Dipartimento di Architettura e Ingegneria

Coordinatori:
Michele Caja
Hub di interscambio, la Piazza d’acqua e Piazza dei dei Propilei (lato sud/est); Villaggio archeologico (con Sotirios Zaroulas)

Martina Landsberger
L’area del Canopo e Antiquarium

Carlo Gandolfi
Il centro congressi e i tre alberghi; Piazza dei dei Propilei (lato nord)

Insieme all’Atelier De Molfetta & Strode hanno concordato insieme il progetto paesaggistico del Parco di Tivoli e del lungo fiume dell’Aniene

Gruppo di progettazione: Michele Caja, Martina Landsberger, Carlo Gandolfi, Sotirios Zaroulas, Bunker Arc (Roberto Molteni e Matteo Donghi), Atelier De Molfetta Strode (Federico de Molfetta e Hope Strode)
Consulenti:
Alessandra Valentinelli, Lilia Palmieri, Maria Vittoria Capitanucci
Studenti:
Zhichao You, Jiahe You, Alberto Gatti, Riccardo Piconi, Giuseppe Miotto

L’ambiente di Tivoli ospita un intreccio di endemismi mediterranei e flora continentale qui rifugiatasi al tempo delle glaciazioni e testimonia l’insediamento dei primi nuclei umani che, attratti dalla fertilità dei suoli lavici, dall’abbondanza di materiali lapidei, acque termali, potabili e sorgive, qui approdarono con il loro bagaglio di specie fruttifere, eduli e officinali.
La proposta mira ad accrescere le dinamiche di riequilibrio ambientale che alimentano la biodiversità della Villa e ne presiedono la resilienza: un’unica, organica opzione strategica che, da un lato, sfrutta le connessioni ecologiche del fiume e dall’altro poggia sulle potenzialità presenti nelle nicchie ecosistemiche del buffer.
Il progetto fa perno sull’Aniene la cui pertinenza è fisicamente raccordata al parco della Villa e riservata allo sviluppo spontaneo di vegetazione ripariale pluristratificata.
In quest’ottica è restituito alla città il Mausoleo dei Plauti a Ponte Lucano la cui vulnerabilità risale all’arginatura che ha ridotto la portata transitabile del fiume; il recupero prevede la ricostituzione dell’alveo storico in destra idrografica: arretrando l’argine a ridosso del Vicolo dei Plauzi, restituendo il terreno antistante, a quota inferiore, alla libera esondazione, e riposizionando le difese di Via Maremmana, a valle del Sepolcro.
L’adattamento diffuso del territorio fluviale delinea un parco che collega il nuovo ingresso di Villa Adriana a Villa d’Este: un sentiero percorribile a piedi, in bici o a cavallo, alterabile dalla natura e dal tempo; la Strada dell’Acquoria, accessibile da un secondo circuito, è riservata al transito di residenti e mezzi di soccorso.
Il buffer è destinato all’impianto di vivai e frutteti dove accogliere le specie della tradizione agronomica dell’area: un centro studi per la conservazione “in situ” e la ricerca sulle specie endemiche e ruderali, un laboratorio all’aperto che, salvaguardando i complessi agronaturalistici antichi, concorra alla loro comprensione.

Pubblicato in “Piranesi Prix de Rome Progetti per la Grande Villa Adriana”, a cura di L. Basso Peressut, P.F. Caliari, in edibus Accademia Adrianea Edizioni, Verona 2019, pp. 280-295. ISBN: 9788897221586.